Rapporto 2018 sulla libertà di religione nel mondo – San Marino

21 giugno 2019
Rapporto sulla libertà di religione nel mondo 2018
(available in English)

SAN MARINO

Sintesi

La legge proibisce le discriminazioni religiose, impedisce che vengano poste restrizioni alla libertà di religione e prevede misure per perseguire penalmente i reati basati sull’odio religioso. Un accordo con la Santa Sede, ratificato a settembre, ha confermato che l’istruzione religiosa cattolica dev’essere offerta in tutte le scuole pubbliche, ma la legge garantisce il diritto di non avvalersene senza incorrere in alcuna sanzione. I simboli cattolici rimangono comuni negli edifici pubblici. Ad agosto, in un evento annuale organizzato da un movimento cattolico a Rimini, in Italia, il segretario di Stato per gli Affari esteri, gli affari politici e la giustizia si è pronunciato in favore del dialogo e della libertà di religione, nel corso di una tavola rotonda a cui partecipava anche il segretario generale della Lega musulmana mondiale.

A giugno una banca locale ha organizzato una conferenza sul dialogo interreligioso e a ottobre l’Università di San Marino ha partecipato a un evento per ricordare l’introduzione delle “leggi razziali” contro gli ebrei in Italia e a San Marino nel 1938.

In occasione delle loro periodiche visite nel Paese, funzionari del Consolato generale di Firenze hanno continuato a sottolineare, nei loro incontri con funzionari della segreteria di Stato per gli Affari esteri, gli affari politici e la giustizia, l’importanza della tolleranza religiosa.

Sezione I. Demografia religiosa

Il Governo statunitense stima la popolazione sammarinese in 34.000 individui (stima del luglio 2018). Anche se non fornisce dati statistici sull’entità dei diversi gruppi religiosi, il Governo sammarinese riporta che la stragrande maggioranza della popolazione è cristiana cattolica. Fra gli altri gruppi religiosi figurano testimoni di Geova, Baha’i, musulmani, ebrei, cristiani ortodossi e cristiani valdesi.

Sezione II. Rispetto della libertà di religione da parte del Governo

Quadro giuridico

Le leggi costituzionali tutelano la libertà di religione e proibiscono discriminazioni su base religiosa e restrizioni della libertà di religione, tranne quei casi in cui sia necessario tutelare l’ordine pubblico e il benessere generale. Il codice penale prevede pene detentive fra i 6 mesi e i 3 anni per qualsiasi atto discriminatorio, compresi quelli basati sulla religione. La discriminazione su base religiosa può inoltre rappresentare una circostanza aggravante per altri tipi di reati: in questi casi, le pene possono essere incrementate. La legge prevede misure per perseguire penalmente reati basati sull’odio e dichiarazioni dispregiative verso gruppi religiosi: i trasgressori possono incorrere in pene detentive fra i 3 e i 12 mesi.

La legge vieta agli operatori dell’informazione di generare e diffondere informazioni che possano risultare discriminanti sulla base della religione e di altri fattori. Chiunque può presentare una segnalazione all’Autorità garante per l’informazione, un organismo pubblico, che ha la facoltà di prendere misure disciplinari. Per una violazione del codice deontologico, l’Autorità può disporre sanzioni che vanno dall’avvertimento alla censura, alla sospensione e/o alla cancellazione dai registri dei professionisti del settore. Queste sanzioni si aggiungono a quelle già previste dal codice penale.

La legge consente ai contribuenti di destinare il 3 per mille delle imposte che versano sul reddito alla Chiesa cattolica o ad altri gruppi religiosi o istituzioni caritatevoli registrati come organizzazioni senza scopo di lucro. Le organizzazioni religiose devono essere legalmente riconosciute per godere di questo beneficio. Per ottenere il riconoscimento legale, devono dimostrare allo Stato di svolgere attività senza scopo di lucro e presentare rapporti annuali. Le autorità possono condurre periodicamente ispezioni e verifiche dei conti delle organizzazioni, richiedere la presentazione di documentazione aggiuntiva e indagare su denunce sporte da membri dell’organizzazione o soggetti esterni.

Non esistono scuole religiose private e la legge impone l’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche. È offerto solo l’insegnamento della religione cattolica. A settembre il Paese ha ratificato un accordo bilaterale con la Santa Sede che accorda all’insegnamento della religione cattolica lo stesso status delle altre materie insegnate nelle scuole. L’accordo stabilisce anche che il programma di insegnamento della religione sarà soggetto a un futuro accordo fra la segreteria di Stato per l’Istruzione e cultura e il vescovo cattolico di San Marino-Montefeltro. Gli attuali programmi di insegnamento della religione approvati dallo Stato includono comparazioni fra il cristianesimo e altre religioni e fra la Bibbia e altri testi religiosi. Gli insegnanti sono scelti dalla Chiesa e possono essere sia religiosi che laici. L’insegnamento della religione è finanziato dallo Stato. La legge garantisce inoltre agli studenti la possibilità di non usufruire dell’insegnamento della religione senza incorrere in alcuna sanzione. Gli studenti (o i genitori, se gli studenti hanno meno di 18 anni) devono indicare la volontà di non usufruire dell’insegnamento della religione all’inizio di ogni anno scolastico.

San Marino fa parte della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici.

Comportamento delle autorità

Nel 2017, l’ultimo anno per il quale siano disponibili dati, 110 organizzazioni senza scopo di lucro (un dato in calo rispetto alle 130 dell’anno precedente) ricevevano contributi pubblici in accordo con la legge. Le autorità non hanno indicato quante di queste organizzazioni sono religiose, ma fra di esse figura la Chiesa cattolica, diverse associazioni cattoliche e i testimoni di Geova.

I simboli cattolici rimangono comuni negli edifici pubblici. Nelle aule di tribunale e negli uffici pubblici continuano a essere appesi alle pareti dei crocifissi. Il Governo continua a gestire un luogo pubblico di “meditazione e preghiera” nella capitale, a disposizione dei fedeli di qualsiasi religione.

Ad agosto il segretario di Stato per gli Affari esteri, gli affari politici e la giustizia Nicola Renzi si è pronunciato in favore del dialogo e della libertà di religione, in occasione di un evento annuale organizzato da un movimento cattolico italiano a Rimini. Alla tavola rotonda prendeva parte, fra gli altri, anche il segretario generale della Lega musulmana mondiale.

Sezione III. Rispetto della libertà di religione all’interno della società

Il 27 giugno la Banca di San Marino e la fondazione bancaria Ente Cassa di Faetano hanno organizzato una conferenza nel Paese sul dialogo interreligioso e la storia dei rapporti fra la Chiesa cattolica e l’islam. Hanno partecipato circa 100 persone, giornalisti inclusi.

Il 3 ottobre l’Università di San Marino, un ateneo pubblico, ha partecipato a un evento organizzato dal Campus di Rimini dell’Università di Bologna, il Comune di Rimini e il Mémorial de la Shoah di Parigi per ricordare l’ottantesimo anniversario dell’introduzione delle leggi razziali contro gli ebrei da parte dei Governi fascisti di Italia e San Marino. Fra le varie presentazioni accademiche sulla storia delle leggi razziali un professore dell’Università di San Marino ha fatto alcune osservazioni sulla loro applicazione a San Marino e nella zona di Rimini.

Sezione IV. Le politiche e l’impegno del Governo statunitense

In occasione di visite periodiche, il console generale di Firenze e altri rappresentanti del Consolato hanno affrontato il tema dell’importanza della tolleranza religiosa con la segreteria di Stato per gli Affari esteri, gli affari politici e la giustizia. Il Consolato ha anche chiesto informazioni sull’accordo stipulato dal Governo di San Marino con la Santa Sede, a settembre, riguardo all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole.